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Stefano De Martino, torniamo per portare un sorriso – Tv

Stefano De Martino, torniamo per portare un sorriso – Tv


“Il virus ci ha reso più creativi. Ogni limite è diventato un vantaggio”: la pandemia non ha frenato l’entusiasmo di Stefano De Martino, di nuovo al timone di Stasera tutto è possibile, il comedy show giunto alla sesta edizione che tornerà dal 12 gennaio in prima serata su Rai2.
Il conduttore con la sua squadra – i veterani Biagio Izzo, Francesco Paolantoni e l’imitatore Vincenzo De Lucia – accoglierà sul palco dell’Auditorium Rai di Napoli comici, attori, personaggi dello spettacolo, tutti pronti a cimentarsi in prove di canto, ballo, imitazioni e varie abilità. E se questa edizione è stata “riveduta e corretta” per le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, “la pandemia non ha intaccato il clima dello show”, spiega De Martino in un’intervista all’ANSA.

“Certo, c’è un protocollo da rispettare, e abbiamo dovuto adattare i giochi, che ora sono meno basati sul contatto fisico e più sulle parole, però siamo contenti del risultato. Speriamo che lo sia anche il pubblico e che si diverta come ci siamo divertiti noi”. Torneranno dunque i giochi più classici – come la celebre Stanza Inclinata con il suo pavimento obliquo, Segui il labiale e Mimo senza fili – affiancati a quelli nuovi (tra cui All’unisono, Elastic speed, Serenata step), per un programma, realizzato in collaborazione con Endemol Shine Italy, tratto dal format internazionale Anything goes, che per 8 puntate cercherà di illuminare con il buonumore l’oscurità di questi giorni.

Nel primo appuntamento di martedì (poi gli altri saranno in onda di lunedì, sempre in prima serata), il tema scelto sarà la magia, con tanti ospiti, tra cui Elettra Lamborghini, Nathalie Guetta, Sergio Friscia, Paolo Conticini, Valeria Graci e Francesco Arienzo, i Gemelli di Guidonia e Mago Heldin. Far ridere sarà una grande sfida, perché quest’anno il pubblico non potrà assistere allo show e quindi gli artisti dovranno “immaginare” le reazioni degli spettatori: “Ci siamo basati sulla scorsa esperienza, senza il pubblico è difficile, perché è come un navigatore. Guardando le persone sai quando tagliare corto o invece insistere su qualcosa”, prosegue. Saper improvvisare, ancora di più in questa edizione, sarà quindi la carta vincente: “Ho un canovaccio da seguire, ma poi accade tutto a mia discrezione, devo sempre capire quali sono gli ingredienti giusti”, sottolinea. “Se dovesse andare bene lo show, tra qualche anno questo periodo così difficile per noi che facciamo intrattenimento sarà una piccola medaglia da attaccarsi sulla giacca. Quando torneremo a fare spettacolo con il clima di leggerezza che c’era prima avremo un bagaglio molto più arricchito”. Ora però è fondamentale “distrarre le persone e farle sorridere, magari in una casa che in questi mesi è un rifugio ma può essere diventata anche una prigione. Per questo oggi l’intrattenimento ha ancora più valore”.

De Martino di fronte a sé ha un anno molto impegnativo professionalmente, sebbene ancora incerto per le incognite dovute alla pandemia: “Intanto mi gusto ogni giorno di lavoro, sono stato fortunato perché nel 2020 sono comunque riuscito a lavorare”, dice, “poi per il futuro ho un paio di idee mie, per il teatro e la televisione. Sono progetti che vivono uno dentro l’altro: una sorta di sperimentazione teatrale da far approdare in seguito anche in tv”.

Nonostante il successo e la popolarità, il conduttore si sente però “ancora un debuttante: sono in costante evoluzione e faccio tesoro di tutte le esperienze: da quando sono genitore, poi, ho cambiato la mia visione sui modelli. Non sono un modello per nessuno, non cerco questo tipo di responsabilità. Mi piace però pensare che la mia storia possa ispirare qualcuno: magari un ragazzo può pensare, se ce l’ha fatta lui, che non aveva grandi mezzi oltre al talento, ce la possiamo fare tutti. E’ importante far capire a chi vuole fare un lavoro artistico che il mondo dello spettacolo è un non luogo, non c’è una porta da cui si entra. Ci sono dei mestieri e bisogna impararne uno. Poi, non è detto che quando parti in un modo devi proseguire sempre così: se studi diventi versatile e cambi in base alle tue aspirazioni”. Come è successo allo stesso De Martino, che dalla danza è passato alla conduzione. Anche se ballare è ancora una passione molto forte: “Spero sempre di riuscire a portare la danza in uno show magari più ampio, mi piace l’idea di unire le cose, come si faceva una volta, quando non c’erano tante etichette – ammette -: oggi ci sono più compartimenti stagni, se conduci non balli. Ma se ci sarà un’occasione interessante, lo terrò in considerazione”. 





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Addio a Robert Hossein, attore e regista francese – Cinema

Addio a Robert Hossein, attore e regista francese – Cinema


E’ morto a 93 anni appena compiuti l’attore e regista francese Robert Hossein (SCHEDA ANSA CINEMA), noto per il ruolo del conte di Peyrac nella serie di film ‘Angelica’. Lo ha annunciato la moglie, l’attrice Candice Patou, alla France Presse, spiegando che Hossein è morto “questa mattina in ospedale dopo una crisi respiratoria”.
    Nato il 30 dicembre 1927 da un compositore iraniano e da un’ortodossa russa, l’attore, nato Abraham Hosseinoff, è cresciuto in povertà e ha deciso dopo la guerra, all’età di 15 anni, di dedicarsi all’arte drammatica. Interprete di musical come ‘I miserabili’, ‘Un uomo di nome Gesù‘ e ‘Notre Dame de Paris’, Hossein è diventato un sex symbol negli anni ’60 grazie al ruolo di Jeoffrey de Peyrac nel film ‘Angelica, la marchesa degli angeli’, che gli ha dato la grande notorietà.
    A Reims ha fondato il suo “teatro popolare” e una scuola che ha lanciato Anémone e Isabelle Adjani. Nella sua lunga carriera al cinema, dal 1948 al 2019, ha recitato per Roger Vadim accanto a Brigitte Bardot nei film ‘Il riposo del guerriero'(1962), ‘Il vizio e la virtù’ (1963), Barbarella (1968). Nel 1969 ha partecipato al film di Luigi Magni ‘Nell’anno del Signore’.
    “E’ stato attore, autore, regista, il principe del teatro popolare, i suoi successi non si contano, aveva un sorriso affascinante, uno sguardo di velluto, una bella voce: tante qualità per un uomo che aveva il fascino di Robert Hossein”, ha commentato su Twitter lo storico presidente del Festival di Cannes, Gilles Jacob. 
   

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